La Caduta di Malazan: Maree di Mezzanotte

>> lunedì 21 gennaio 2008

Questa volta parliamo di fantasy.
Da profondo conoscitore della materia, come testimoniano alcune migliaia di libri accatastati in casa e cantina e soprattutto l’incredibile numero di lustri dilapidati nella loro lettura, oggi invece delle solite cazzate di politica e religione discutiamo di qualcosa di importante, e cioè del più grande ciclo fantasy mai scritto fino ad oggi:
LA CADUTA DI MALAZAN
La leggenda narra che l’intera storia era stata concepita dallo scrittore (nella vita archeologo ed antropologo) Steven Erikson come gioco di ruolo, ma poi è diventata una vera e propria opera letteraria.
L’intero ciclo si compone di dieci libri, e tutti sufficientemente ponderosi, per la gioia (o il dolore) dei lettori.
Non esiste un ciclo fantasy che possa stare al pari di questo, non Il signore degli Anelli, e neppure il ben più ricco (in sterline) Harry Potter.
L’affresco che dipinge Erikson è complesso, talvolta incomprensibile. Infatti la stessa lettura è veramente faticosa. Erikson non aiuta mai il lettore, non gli dà spiegazioni, non lo conduce per mano nei meandri della sua complessa cosmogonia e mitologia. Dà per scontato che il lettore faccia parte della storia, che conosca i popoli, le regioni e le religioni (la mitologia dell’impero malazan non è complessa come quella indù, ma vi si avvicina). Iniziare a leggere questo ciclo è veramente duro, complicato. Chi è abituato alle storie semplici, non solo Harry Potter ma anche Terry Brooks o David Eddings è meglio che non si cimenti in quest’impresa. O lo faccia preparato ad un grande sforzo.
Però chi riesce a superare incolume le prime duecento pagine si troverà immerso in un mondo fantastico, molto diverso dal solito fantasy (la rutilanza degli scenari ricorda un po’ jack Vance, inimitabile creatore di mondi alieni) e nonostante ciò estremamente veritiero, quasi "reale".
Chi cerca nel fantasy la lotta fra il Bene ed il Male qua non la troverà. Non esiste un Bene ed un Male ben distinguibili. Le divinità, innumerevoli, non sono mai completamente benigne o maligne e così pure i personaggi. In loro il Bene ed il male sono punti di vista. Ci sono divinità e protagonisti che fanno cose orribili e poi magari compiono atti apparentemente "buoni". Potrebbe sembrare schizofrenico, oppure pessima scrittura, invece in questi personaggi c’è un’indiscutibile coerenza. Il fatto è che gli esseri umani sono così, allo sguardo di un osservatore esterno le cose appaiono diversamente, ma chi agisce all’interno di un determinato contesto non vede la differenza.
E poi è sbagliato dipingere le persone interamente buone o malvagie. Se vogliamo fare un esempio tipico è il caso di Adolf Hitler creatura indiscutibilmente malvagia (e qua salutiamo con affetto i naziskin), eppure convinta di agire per un bene superiore, e con lui erano conviti i suoi seguaci. Gli esseri umani agiscono sempre per il bene, peccato che nel loro cammino non guardino troppo per il sottile.
Nel ciclo fra i vari personaggi che tengono il filo della narrazione ci sono alcuni soldati di un gruppo scelto, gli "Arsori di Ponti", un gruppo di "laceri" eroi che nonostante le perdite continuano a combattere, ad andare avanti. Il lettore si appassiona alle loro vicende (che sono anche difficili da seguire, infatti per rendere più "agevole" la lettura alcuni di loro cambiano anche nome), ma fanno parte di un esercito invasore, forse proprio dalla parte del giusto non sono.
Ecco: in questa saga c’è il trionfo del "relativismo", il bene ed il male, il giusto e l’ingiusto si scambiano, si confondono, si mescolano.
Così come è la realtà, confusa, soggettiva, spesso priva di riferimenti oggettivi, univoci, chiari e distinguibilissimi.
E’ un mondo in continua lotta, è un momento di enorme frattura, una guerra nella quale sono coinvolti tutti. Loro malgrado, il più delle volte.
Le vicende sono appassionanti, ben scritte. Gli avvenimenti si susseguono con ritmi talvolta frenetici, spesso le cose si chiariscono con molta difficoltà, con pazienza e sforzo.
I personaggi sono assolutamente credibili, sia gli umani che le altre razze.
Gli Dei e i mortali ascesi alla posizione di semidivinità forse non sono altrettanto credibili, sono più che altro proiezioni di difetti mortali. Ma probabilmente anche questo è voluto: cosa sono le divinità se non le proiezioni parzialissime di noi umani?
p.s.
unico appunto negativo: le copertine sono orrende, sinceramente è per puro caso che ho acquistato il primo volume dell'opera, allora scritta da uno sconosciuto, se mi fossi basato solo sulla copertina non lo avrei mai comprato.

3 commenti:

il Gaggio 22 gennaio 2008 11.40  

non sono un cultore nè tantomeno e tantopiù un esperto del genere
in realtà non sono esperto in nulla

ma questa è un'altra storia

singolare
e forse neanche tanto singolare
questa coincidenza

tu che parli anzi scrivi della caduta di malazan
mentre contemporaneamente pare consumarsi la caduta di prodi


una cosa è certa
si resta sempre sul genere fantasy

nel caso prodiano sul genere "horror fantasy"

vabbè


ciao nick

ad maiora

la Volpe 23 gennaio 2008 0.08  

Hmmm, da come ne parli ricorda un po' certo modo di ideare fantasy del sor Moorcock.

Post-messo che detesto le critiche che cominciano con "questo è il più grande/il più bello, più di questo e quello".

Tanto per romperti gli zebedei appena arrivato sul tuo blog!

Però ti ho fatto un commento pertinente! Evviva! Gioisci con me!

Anonimo 22 gennaio 2009 12.28  

io non posso invece che quotare tutto quello che è stato scritto nella recensione, davvero uno dei migliori cicli fantasy mai letti, e ne ho letti parecchi, sicuramente uno dei puù complessi e affascinanti per quando sopratutto nei primi libri la lettura risulti ostica all'inverosimile.
I personaggi sono sicuramente i meglio caratterizzati nel genere fantasy, non ci sono grandi descrizioni fisiche,ma solo poche righe che ne definiscono i tratti più evidenti ma che sono fondamentali per darne una forma fisica nel nostro immaginario e tnato basta.
Parlando invece della costruzione del personaggio, troviamo gesta eoriche, codardia,dubbi, certezze e debolezze che convivono in armonia assoluta nell'entita in oggetto, non definendolo mai un'eroe senza macchia o il male assoluto ma donando sfumature e sfaccettandone la personalità in mille modi. Questi personaggi appassioneranno qualunque lettore, difficile non restarne afascinati (Icarium, Mappo, Anomander Rake, Karsa Orlong ecc..)
Un ciclo consigliatissimo
Unico neo.. dopo aver letto questi libri, gli altri cicli vi sembreranno un pò "facilotti" qui ogni azione seppure commessa in altri libri ha un significato superiore non è fatta a caso, tutto riporta in un disegno superiore che si ritroverà sicuramente nella storia futura.

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