Veline e politica: tiriamo le somme

>> 10.6.09








A poco più di un mese dalla polemica sulle "veline" cooptate in politica scaturite dalle dichiarazioni di Veronica Lario e dalla fondazione che fa riferimento a Fini (riprese poi da molti altri), è curioso osservare qual'è stato il comportamento degli elettori.
La "velina" Matera (ex Letteronza, oltre ad altri svariati passaggi in tv) candidata alle europee è stata massicciamente votata dagli elettori del PDL, tanto da risultare una dei candidati che hanno raccolto il più alto numero di preferenze.
La "velina" Sergi (ex Schedina e conduttrice tv fino alla candidatura) scelta da Matteo Renzi fra grandi polemiche (da bacchettoni?) per il consiglio comunale di Firenze ha raccolto solo un centinaio di preferenze, insomma: tranne parenti ed amici nessuno l'ha votata, nonostante potesse un curriculum almeno analogo a quello della Matera (laurea di primo e secondo livello, programmi in tv, avvenenza).
Grande successo, invece, tra gli elettori del PD per la Serracchiani, (tanto da avere più preferenze del divo Silvio nel suo collegio) avvocato quasi quarantenne, sconosciuta ai più fino a quando qualche settimane fa non ha contestato alcune scelte del PD e del suo segretario. La Serracchiani non è giovane come le altre due, non è avvenente come le altre, ha però un curriculum lavorativo ben più sostanzioso e, contrariamente alle altre, non è "scesa in campo" manifestando la consueta adorazione nei confronti del proprio mentore (Berlusconi o Renzi).
Insomma: l'esito delle elezioni conferma che gli elettori del PD rifiutano di votare le veline, bocciando la scelta del partito, mentre dall'altra parte c'è la riprova -se mai ce ne fosse stato bisogno- che Berlusconi conosce bene l'umore profondo del suo elettorato e che aveva fatto bene a scegliere un po' di veline ("laureatissime").
La politica è la prosecuzione della televisione con altri mezzi.

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