Questo triste paese che ama i divieti
>> 28.7.09
Le cronache quotidiane allungano la già vistosa lista di divieti con i quali dobbiamo confrontarci.
In un "family" hotel di Madonna di Campiglio ad una giovane madre viene vietato di allattare la figlia,
a Pordenone invece il sindaco ha vietato gli assembramenti in centro... di almeno due persone,
contemporaneamente per legge appare un divieto assai più importante: quello per i clandestini di sposarsi e soprattutto di mettere al mondo dei figli... in Italia quantomeno.
Frai tanti divieti odierni finalmente ce n'è uno sensato: il sindaco di Massa, dopo i recenti avvenimenti di cronaca, ha vietato le ronde private, gli appassionati delle S.S. (per la precisione le neonate S.S.S.) e i nipotini dei partigiani (Carc e Asp) dovranno limitare il pattugliamento al perimetro dei propri giardini privati e al più scacciare il gattto del vicino.
Sono effetti di un paese che ha perso il buonsenso, e col buonsenso ha perso anche quei valori assai vetusti del rispetto degli altri e della responsabilità personale che venivano etichettati come "educazione".
L'evolversi della società implica necessariamente il rafforzamento di queste regole, che sono indispensabili per una una migliore convivenza pubblica. Purtroppo in una parte consistente della società si è avuto un notevole indebolimento del senso di responsabilità personale (è comprensibile: fior di bancarottieri, politici per non parlare degli evasori fiscali, dimostrano inequivocabilmente che a "rubare" non solo non si rischia niente, ma addirittura si fa bene!).
A questo devastante esempio si è unito un'interpretazione della libertà individuale non come insieme di facoltà personali comunque connesse al tessuto sociale circostante, ma come una vera e propria sovranità indipendente da tutto, di fatto assoggettando il resto dell'umanità ai propri capricci.
La conseguenza è lo spappolamento della società italiana i cui responsabili siamo noi e nessun altro. Così, incapaci di usare quelle regole di convivenza che una volta erano patrimonio condiviso (con eccezioni, ovviamente), quando la situazione diventa veramente esplosiva la risposta che può essere data è solo quella del divieto, della sanzione.
Della forza pubblica.
Una volta intrapresa questa strada è sempre più difficile tornare indietro, anche perchè sempre meno persone sono disposte a riconoscere il proprio fardello di responsabilità.





